Venerdì, 28 Agosto 2026 14:12

«Corpus Domini: Dio che si fa cibo»

l’infiorata allestita nella cappella delle “sacre pietre” del santuario di Bolsena

 

Questa è la definizione data domenica scorsa, 7 giugno, durante l’omelia nella festa del Corpus Domini, dall’arcivescovo Gian Luca Perici, nunzio apostolico in Zambia e Malawi, titolare della basilica di Santa Cristina in Bolsena.

«Celebriamo il fatto sconvolgente che il Creatore dell’universo – colui che tiene in esistenza ogni stella, ogni atomo, ogni respiro – vuole entrare dentro di noi. Non vuole essere adorato da lontano. Vuole nutrirci, trasformarci, abitarci dall’interno». E continuava: «Vengo dallo Zambia… Ho visto mamme camminare per chilometri sotto il sole per portare i figli alla Mes­sa. Ho visto anziani arrivare in chiesa con le ginocchia ammalate, appoggiandosi ai muri. Ho chiesto una volta ad una donna: “Perché fai tanta fatica pur di venire qui?”. Mi ha guardato come se la domanda fosse strana…e mi ha risposto semplicemente: “Perché il Signore mi aspetta”».

Molto partecipata la S. Messa delle ore 17.00 di domenica, con la presenza del nostro Vescovo Gualtiero e una quindicina di sacerdoti concelebranti, a cui è seguita la solenne processione che si è snodata lungo le vie del paese, arricchite con meravigliose infiorate preparate dalla popolazione: grandi e piccoli tutti impegnati fin dal mattino, per portare a termine in tempo figure e simboli che hanno reso le nostre strade un lungo giardino fiorito.

Siamo giunti alla festa del Corpus Domini con una specie di “settimana eucaristica”: da domenica 31 maggio (Messa con anniversari di matrimonio), a mercoledì 3 giugno (Messa ed Unzione di anziani e am­malati) insieme alle parrocchie dell’Unità Pastorale di S. Cristina e S Ansano.

E poi giovedì 4 giugno, con la Messa degli infioratori e di tutte le Associazioni, e venerdì 5 con un concerto di canti eucaristici interpretati magistralmente dai cori del SS. Salvatore di Bolsena e Acquapendente e il coro di Volkersthausen (Germania), paese gemellato col nostro.

Infine sabato 6, con una Veglia eucaristica cui hanno partecipato giovani e adulti iscritti alla “Marcia della fede” da Bolsena ad Orvieto, conclusa alle 6 del mattino di domenica con la Messa dell’aurora presieduta dal vescovo Gualtiero.

«Cristo vuole uscire – concludeva così l’omelia l’arcivescovo Perici – vuole essere portato là dove c’è solitudine, dove c’è povertà, dove c’è qualcuno che ha perso la speranza. E lo fa attraverso di noi. Attraverso le nostre mani, le nostre parole. La Messa finisce con un invio: Ite, Missa est. La messa non finisce sull’altare, continua fuori, nella vita di ogni giorno… Quando tornerò in Zambia porterò con me il ricordo di questa celebrazione. Lo porterò come si porta una cosa preziosa, con gratitudine, con gioia».

 

Padre Maurizio Zorzi, sss

Ultima modifica il Sabato, 29 Agosto 2026 20:39