
Mons. Sagara Jayamanne SSS
Il periodo dell'Avvento 2025 ha portato un’immensa gioia alla Provincia “Cristo Pane di Vita”, della Congregazione del SS. Sacramento in Sri Lanka, perché uno dei suoi membri è stato chiamato a servire come vescovo della diocesi di Anuradhapura, conosciuta con il nome di Rajarata. Il termine Rajarata, che significa «terra dei re», riflette l’eredità ancestrale della regione, mentre Anuradhapura è tradizionalmente interpretato come «la città governata da novanta re», sottolineandone l’importanza storica e culturale. Geograficamente, la diocesi si estende sui distretti amministrativi di Anuradhapura e Polonnaruwa, coprendo circa 10.260 chilometri quadrati.
La regione è prevalentemente buddista, la comunità cattolica costituisce una minoranza modesta ma solida all’interno di una popolazione di circa 1,3 milioni di abitanti. È stata eretta a prefettura apostolica di Anuradhapura il 19 dicembre 1975, derivata dalle diocesi di Jaffna e Trincomalee-Batticaloa. La diocesi di Anuradhapura è stata ufficialmente eretta il 18 marzo 1982. Attualmente, la diocesi comprende 13 parrocchie servite da 12 sacerdoti diocesani e 11 sacerdoti religiosi. Inoltre, diverse congregazioni religiose maschili e femminili contribuiscono attivamente alla sua attività pastorale e missionaria.
Il 16 dicembre 2025, Sua Santità Papa Leone XIV ha nominato il reverendo padre Mohottige Don Nishantha Sagara Jayamanne, sss, quarto vescovo della diocesi di Anuradhapura. Membro della Congregazione del SS. Sacramento, Mons. Sagara porta con sé un ricco patrimonio spirituale radicato nella spiritualità eucaristica ispirata a San Pier Giuliano Eymard.
Nato il 25 giugno 1970 a Bopitiya, nell’arcidiocesi di Colombo, la sua vocazione sacerdotale si è sviluppata fin dalla più tenera età. Ha proseguito gli studi di filosofia e teologia presso il Seminario nazionale Notre-Dame de Lanka, ad Ampitiya, Kandy, ed è stato ordinato sacerdote il 13 maggio 2000 a Bandiruppuwa, una parrocchia amministrata dai religiosi sss. Proseguendo la sua formazione universitaria, ha conseguito la licenza in filosofia presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino - Angelicum, a Roma, il che gli ha permesso di acquisire solide basi intellettuali per il suo ministero pastorale e il suo lavoro di formazione all’interno della Congregazione.
La nomina di Mons. Sagara riflette magnificamente un tema biblico profondo, quello del ritorno alla propria terra d’origine, un ritorno alle fonti profondamente radicato nel disegno provvidenziale di Dio, poiché sua madre è originaria proprio della terra della sua diocesi. Essa riveste non solo un’importanza amministrativa, ma anche un significato spirituale che fa eco al motivo scritturale della restaurazione e dell’appartenenza, in cui Dio richiama i suoi servi eletti nel luogo che ha preparato per loro. Come afferma il Signore: “Vi ricondurrò nel luogo da dove vi ho fatto deportare” (Ger 29,14), questa nomina può essere considerata il culmine di un percorso divino, che lo riporta alle sue radici per servire in mezzo al suo stesso popolo. Ciò ci ricorda che la vocazione non riguarda solo la missione, ma anche l’identità, l’eredità e il piano di Dio che si dispiega nella vita della sua Chiesa. Così, il suo ritorno non è casuale, ma profondamente significativo; è un segno di continuità, di grazia e delle vie misteriose attraverso le quali Dio raduna il suo popolo e lo guida attraverso coloro che sono chiamati in mezzo a loro.
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La solenne ordinazione episcopale, svoltasi nella cattedrale di San Giuseppe ad Anuradhapura, ha segnato l’inizio di un’era ricca di vita e di grazia in questo 28 febbraio 2026, un evento di grande importanza ecclesiale. La liturgia è stata presieduta dal vescovo emerito della diocesi di Anuradhapura, Mons. Norbert Andradi, omi, la cui presenza ha conferito dignità e continuità alla successione apostolica. |
La cerimonia ha attirato un pubblico imponente, composto da membri della Conferenza episcopale dello Sri Lanka, un gran numero di sacerdoti, religiosi e religiose, nonché fedeli laici provenienti da tutta l’isola, rappresentanti del governo e alti funzionari della sicurezza. La loro presenza collettiva rifletteva l’unità e il dinamismo della Chiesa in Sri Lanka, nonché l’importanza del ministero episcopale nella sua vita e nella sua missione.
La celebrazione è stata particolarmente arricchita dalla partecipazione di dignitari provenienti dalle tradizioni religiose del buddismo, dell’induismo e dell’islam, la cui presenza ha costituito una potente testimonianza di armonia interreligiosa e di rispetto reciproco. Questo spirito di inclusività ha elevato l’evento al di là di una semplice cerimonia ecclesiastica, sottolineandone l’ampia risonanza sociale e culturale.
Mons. Winston Fernando, sss, vescovo emerito di Badulla, e Mons. Raymond Wickramasinghe, vescovo di Galle, hanno officiato come co-consacratori durante il solenne rito dell’ordinazione episcopale. L’omelia è stata pronunciata da Sua Eminenza il cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, le cui riflessioni hanno offerto una visione spirituale profonda delle responsabilità e del carattere sacro del ministero episcopale, ispirando sia il clero che i laici.
La presenza di membri della Congregazione del SS. Sacramento provenienti dall’estero ha costituito un aspetto particolarmente gioioso della celebrazione. Tra loro c’erano i padri Roel Dela Cruz, sss (Filippine) e Francisco Junior Marques, sss (Brasile) della Curia generale, p. Philip Watkins, sss, Superiore della Provincia “Spirito Santo” in Australia, p. Peter Jayakanthan, sss, Superiore provinciale, e p. Peter Fernandes, sss, entrambi della Provincia “Kristu Jyoti” in India, nonché p. Emilio Mossa, sss, del Mozambico. La loro partecipazione ha sottolineato il carattere internazionale, la fraternità e lo spirito missionario della Congregazione. La cerimonia di ordinazione non è stata solo un evento liturgico significativo, ma anche una profonda espressione di fede, comunione e servizio. Ha testimoniato la forza duratura della Chiesa, la ricchezza delle sue tradizioni e il suo impegno a promuovere l’unità sia all’interno della propria comunità che nella società in senso lato.

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Da sinistra a destra, i padri SSS: Emilio Mossa, Mozambico, Peter Fernandez, India, Peter Jayakanthan, provinciale India, Justin Chawkan, provinciale Sri Lanka, Mons. Winston Fernando, Mons. Sagara Jayamanne, Philip Watkins, provinciale Australia, Francisco De Oliveira, consigliere generale, Roel Dela Cruz, consigliere generale |

Il motto e lo stemma di Sua Eccellenza Mons. Sagara riflettono la sua profonda spiritualità eucaristica e la sua fede cattolica profondamente radicata. Il suo motto episcopale, “Ex Fide in Fidem”, che significa “Dalla fede alla fede”, si ispira alla Lettera di San Paolo ai Romani (Rm 1,17). Esprime il suo impegno incrollabile a vivere secondo la fede e a guidare gli altri sullo stesso cammino di fede.
Gli elementi del suo stemma sono ricchi di simbolismo e di significato ecclesiale. Il galero verde, associato alla croce processionale, alla mitra e al pastorale, simboleggia il suo ministero episcopale e la sua responsabilità pastorale in quanto pastore della Chiesa. Al centro, l’ostia sacra spezzata e l’ostensorio dorato sottolineano il ruolo centrale dell’Eucaristia nella sua vita spirituale, nonché la sua vocazione all’interno della Congregazione del SS. Sacramento. Questo elemento sottolinea la sua dedizione alla spiritualità e al ministero eucaristico. Il giglio bianco rappresenta San Giuseppe, patrono della diocesi, simboleggiando la purezza, l’umiltà e la fedele protezione. Il ramo d’ulivo simboleggia la pace e l’armonia tra le diverse comunità della diocesi. Le immagini della terra fertile, della pianta di riso, dell’albero e delle acque che scorrono riflettono la ricchezza agricola di Anuradhapura e la popolazione agricola. Questi simboli veicolano i temi della crescita, dell’umiltà e della coltivazione della fede tra il popolo. Gli antichi pilastri di pietra richiamano l’eredità storica e spirituale della regione, collegando l’attuale missione della Chiesa al suo ricco passato. Infine, lo sfondo blu rende omaggio alla Madre di Dio, Nostra Signora del SS. Sacramento, che incarna il modello perfetto di fede, obbedienza e devozione.
Assumendo la guida della diocesi di Anuradhapura, a Mons. Jayamanne viene affidato il compito di guidare un gregge diversificato e disperso, promuovendo la fede, l’unità e lo zelo missionario in una regione ricca di storia ma segnata da sfide pastorali uniche. La sua nomina costituisce un evento memorabile di grazia non solo per la diocesi di Anuradhapura, ma anche per la Congregazione del SS. Sacramento e per la Chiesa dello Sri Lanka nel suo insieme, mentre la Chiesa prosegue la sua missione di testimonianza e di servizio sulla terra di Rajarata.
Padre Manuel Asirvadam, sss