Mercoledì, 04 Marzo 2026 11:03

Cinquant’anni di fedeltà consacrata: un ricordo di gioia e fraternità nel cuore della Provincia “Isidore Bakanja”

Il 5 gennaio 2026, la Provincia “Isidoro Bakanja” ha vissuto un momento di rara intensità spirituale e fraterna. In occasione del giubileo d’oro di fra Kizito Prospère, la Famiglia Eymardiana si è riunita per rendere grazie a Dio per i cinquant’anni di vita religiosa fedelmente offerta al servizio dell’Eucaristia e della fraternità. Celebrare un simile giubileo significa accogliere la memoria come uno spazio teologico, dove si intrecciano l’azione di Dio, la risposta umana e la speranza sempre rinnovata della Chiesa.

Fra Kizito Prospère ha pronunciato i suoi primi voti religiosi il 25 dicembre 1975, festa del Natale del Signore. Cinquant’anni dopo, precisamente il 25 dicembre 2025, la provvidenza ha voluto che questa fedeltà fosse celebrata nel cuore stesso della vita provinciale, in un clima di profonda comunione. Celebrare cinquant’anni di vita religiosa significa, infatti, soprattutto celebrare la fedeltà di Dio nel tempo e nello spazio, e riconoscere la fecondità di un impegno vissuto con perseveranza, discrezione e dono di sé.

La ricchezza di questa giornata giubilare si è espressa attraverso una struttura armoniosa, articolata attorno a quattro momenti principali: la celebrazione eucaristica, lo scambio degli auguri per l’anno 2026, la solenne convocazione del Capitolo provinciale e il pasto fraterno. Insieme, questi momenti salienti hanno conferito alla giornata una profondità al tempo stesso umana, spirituale ed ecclesiale.

50 ans bUn mattino luminoso sotto il segno dell’Eucaristia

La giornata è iniziata in un clima solenne e gioioso con la celebrazione eucaristica, presieduta dal Superiore provinciale, p. Olivier Ndondo. Attorno a lui si trovavano numerosi confratelli, religiosi e religiose, nonché amici e parenti di diverse comunità, venuti a circondare il giubilare e a condividere la sua gioia.

Fin dai primi momenti, l’assemblea è stata pervasa da un profondo senso di ringraziamento. I canti, la fervente partecipazione dei fedeli e la qualità della comunione fraterna hanno conferito a questa Eucaristia un carattere unico. Non si è trattato semplicemente di rendere grazie per il cammino di un fratello, ma di celebrare, attraverso di lui, la vitalità del carisma eymardiano e la fedeltà di un’intera Provincia chiamata a vivere “per l’Eucaristia e attraverso l’Eucaristia”.

Nell’omelia, il Superiore provinciale ha sottolineato la dimensione ecclesiale della vita religiosa, ricordando che la fedeltà di una persona consacrata diventa un segno profetico per la Chiesa e il mondo, soprattutto quando è radicata nell’adorazione e nella fraternità vissute quotidianamente.

Scambio degli auguri per il nuovo anno 2026: un gesto di comunione

Dopo la celebrazione eucaristica, c’è stato lo scambio degli auguri per il nuovo anno 2026. Questo momento apparentemente semplice si è rivelato profondamente simbolico. Ha manifestato concretamente la comunione, la solidarietà e l’amore che uniscono i membri della grande Famiglia Eymardiana.

I saluti fraterni, i sorrisi scambiati e le parole gentili hanno rafforzato il senso di appartenenza alla stessa casa spirituale, uniti dall’Eucaristia e dal desiderio di percorrere insieme i sentieri della missione ereditati dal nostro santo Fondatore, Pier Giuliano Eymard. In questo contesto giubilare, questo scambio di voti ha assunto una risonanza speciale, ricordandoci che la fedeltà si nutre di relazioni autentiche e di grazia condivisa.

La solenne convocazione del VI° Capitolo Provinciale

La giornata è stata anche caratterizzata dalla solenne convocazione del VI° Capitolo Provinciale, annunciata da p. Patrick Adidolo, con il tema: “Insieme per la missione eucaristica”. Iscritta nel contesto del giubileo d’oro di fra Kizito Prospère, questa convocazione ha sottolineato con forza la continuità tra il ricordo del passato, l’assunzione di responsabilità nel presente e la speranza per il futuro.

Questo momento, sia istituzionale che spirituale, ha mostrato una Provincia consapevole delle sfide attuali e risolutamente impegnata a rinnovare la propria missione alla luce dell’Eucaristia. La fedeltà vissuta dal giubilare è emersa così come testimonianza viva, chiamando tutti a un rinnovato impegno al servizio del popolo di Dio.

Il pasto fraterno: la gioia di stare insieme

La celebrazione è proseguita con un pasto fraterno tenutosi nella sala parrocchiale della parrocchia del SS. Sacramento. Questo momento di comunione ha dato concretezza alla fraternità celebrata all’altare. Scambi spontanei, risate condivise e la semplicità delle relazioni hanno creato un’atmosfera familiare, permeata di gioia e gratitudine.50 ans d

Al centro di questo clima festoso, il discorso di fra Kizito Prospère ha profondamente commosso i presenti. Con umiltà e saggezza, ha condiviso il frutto di cinquant’anni di vita religiosa con queste parole semplici ma forti: “Dopo cinquant’anni di vita religiosa”, ha detto, “ho capito che la fraternità non è un’opzione, ma una vocazione”. Queste parole, accolte con emozione, hanno risuonato come una vera sintesi spirituale del suo percorso. Hanno ricordato a tutti che la vita religiosa si costruisce giorno dopo giorno attraverso l’accoglienza, la pazienza, il perdono e la gioia di vivere insieme.

La celebrazione dei cinquant’anni di vita religiosa di fra Kizito Prospère rimarrà impressa nella memoria della Provincia “Isidoro Bakanja” come un momento forte di gioia, fraternità e ringraziamento. La Provincia custodisce un’eredità di gioia e speranza. Attraverso momenti liturgici, comunitari e festivi, questa giornata ci ha ricordato con forza che la vita religiosa, radicata nell’Eucaristia e vissuta in autentica fraternità, rimane una fonte inesauribile di gioia, fecondità e speranza per la Chiesa e il mondo.

 

Diacono Isaiah Mwela, sss

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Marzo 2026 11:38