La comunità di Parigi (Francia) ha organizzato una giornata di incontro il 5 febbraio 2026 per la Famiglia Eymardiana residente a Parigi e dintorni: le Ancelle, la comunità di Le Havre (RDC), la comunità di Rouen (Senegal) e p. Carlos Correia (Congo-Brazzaville).
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Il tema di questa giornata erano le meditazioni di P. Eymard sul suo battesimo (NR 44, 21-23) e la lettera del Superiore generale (4 febbraio 2026) |
P. André Guitton ha iniziato contestualizzando queste meditazioni.
È stato durante la stesura delle Costituzioni a Saint-Bonnet che P. Eymard ha avuto questa idea: le quattro comunità esistenti formano il cenacolo di Gerusalemme. Per questo motivo ha inviato p. de Cuers e fr. Tesnière a Roma per ottenere il cenacolo di Gerusalemme. Ma tornarono a mani vuote. P. Eymard si aggrappò alla sua idea e si recò personalmente a Roma per farla accettare dal Papa (dicembre 1864). Ma tutto questo ha richiesto molto tempo: Natale, Epifania, la malattia di un cardinale.
Così iniziò un ritiro in attesa della conclusione della questione. Durante questo ritiro, scrisse tre meditazioni al giorno. Il ritiro iniziò il 25 gennaio (data della conversione di Paolo), ed è per questo che si chiese, come Paolo: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”. La prima settimana fu dedicata alla riflessione sulla sua vita e sui suoi difetti. Dal 1° febbraio in poi, la situazione cambiò, e non guardò più a se stesso, ma alla bontà e alla grazia di Dio.
La prima meditazione, il 5 febbraio (NR 44,21), è molto biblica. Non parla del battesimo dalla prospettiva del catechismo, ma a partire dalla Parola di Dio. Parlando del suo battesimo, va alla fonte: considera la grazia del suo battesimo come l’unica fonte della sua vita di cristiano, di sacerdote, di religioso e di fondatore.
Nella seconda meditazione (NR 44,22), troviamo la famosa frase secondo cui egli è sempre in cammino. Questo non significa che abbia viaggiato molto. Per questo abbiamo esaminato anche la prima meditazione del 1° febbraio (NR 44,14). Lì leggiamo: “tutti i miei stati di vita, un noviziato”. Egli considerava tutti gli eventi della sua vita (Oblato, sacerdote diocesano, Marista, Fondatore) e tutti i problemi che li accompagna-vano come positivi e come una crescita. Per questo diceva di essere sempre in cammino.
Nello stesso spirito, scrive: “Mi ci voleva Marsiglia per darmene l’amore esclusivo e il polo orientativo. - Lione per permettermene l’esercizio e indirizzarmi sulla via del Cenacolo. E infine questo caro Cenacolo, nell’ora stabilita da Dio”. Quando parla di Marsiglia qui, non si riferisce alla Marsiglia di p. de Cuers, ma alla Marsiglia del suo noviziato con gli Oblati. Tutto è stati un procedere verso “l’ora di Dio”, cioè verso la fondazione della Congregazione il 13 maggio 1856.
Scrive anche: “Il grande errore della mia vita è stato l’esser vissuto troppo di sentimento e delle sue risorse”. Eymard aveva molto predicato e riflettuto e si era spesso soffermato sulla bellezza della liturgia. Tutto questo ha i suoi limiti. Aveva dato tutto con la sua intelligenza, ma non ancora con il suo cuore.
Nella terza meditazione, considera il possibile fallimento nell’acquisizione del cenacolo di Gerusalemme e scopre una nuova realtà del cenacolo, “il cenacolo dentro di sé”, che riceverà il 21 marzo con il voto della sua personalità.
Alcune osservazioni dei presenti:
- Ogni volta che battezzo qualcuno, penso al mio battesimo.
- Quando entro in una chiesa, cerco sempre due cose: il fonte battesimale e il tabernacolo.
- Sono stato battezzato in età avanzata, quindi ricordo molto bene il mio battesimo.
- Quando sono entrato a far parte della congregazione, abbiamo iniziato con un ritiro con alcune riflessioni di P. Eymard. Tra le altre cose, la lettura di oggi. Da allora, ho celebrato il giorno del mio battesimo ogni anno.
Questa giornata è stata molto arricchente per i partecipanti, sia per la riflessione sui testi di P. Eymard, sia per gli incontri vivaci che si sono svolti.

La comunità di Parigi
